Lo Studio

Il nostro studio pone particolare attenzione ai dettagli. Crediamo che siano i dettagli a mostrare la qualità dell'Architettura

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Momus Architetti nasce a Lucca nel 200… da un’idea di Paolo Bertoncini Sabatini e Paola Sausa. Fin dall’inizio l’attività dello studio trova la sua espressione in vari campi, dal restauro e il recupero dell’edilizia storica fino alla progettazione architettonica con una particolare attenzione alla sfera del design. Un ampio raggio di azione che attraverso collaborazioni con partner fidati e l’interazione con la clientela riflette la varietà delle esperienze e delle idee.

Lo Staff

Momus Architetti nasce da un’idea di Paolo Bertoncini Sabatini e Paola Sausa. Fin dall’inizio l’attività dello studio trova la sua espressione in vari campi, dal restauro e il recupero dell’edilizia storica fino alla progettazione architettonica con una particolare attenzione alla sfera del design. Un ampio raggio di azione che attraverso collaborazioni con partner fidati e l’interazione con la clientela riflette la varietà delle esperienze e delle idee.

Lo Staff

Il nostro staff si avvale di architetti esperti che sviluppano un progetto dal disegno iniziale fino all’implementazione delle idee necessarie alla sua realizzazione.

Architetti

team1

Paolo Bertoncini Sabatini

Laureato in Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze dove consegue anche il titolo di Dottore di Ricerca in Storia dell’Architettura. Insegna Storia dell’architettura presso l’Università degli Studi di Pisa, Corso di Laurea Specialistica in Edile-Architettura.

team2

Paola Sausa

Laureata in Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze. Consegue la specializzazione quale tecnico del rilievo architettonico e diagnostica del Restauro e svolge la prima parte della sua attività a Siena.

team3

Alessandra Franchi

Laureata in Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze.

Gli Dei entrarono nel teatro. “Giove era il primo ad ammirare le grosse ed innumerevoli colonne di marmo pario, veri pezzi di montagne, opera gigantesca, e, osservandole, stupiva che esse, molte ed immense com’erano, avessero potuto essere trasportate ed erette in quel luogo: benché se le vedesse davanti agli occhi, diceva che un’opera di quel genere non era possibile, e non finiva mai di guardare estaticamente e di lodare. S’accusava nel suo intimo di scioccheria e d’ottusità per non essersi rivolto agli artefici di quell’opera meravigliosa, piuttosto che ai filosofi, per ascoltare i loro consigli sulla costruzione del nuovo mondo.
Leon Battista Alberti,
Momus o del Principe, Libro Quarto


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